Quest'anno lo stendardo reale non era innalzato presso Amalienborg poiché la regina si trovava nella residenza di Fredensborg. E da lì è andato in onda il suo messaggio di fine anno. Visto che la regina è un personaggio piuttosto amato in Danimarca, vi propongo, così come ho fatto l'anno scorso, una traduzione in italiano del suo discorso, che è sicuramente una porta d'accesso alla cultura locale. La tradizione vuole infatti che alle 18 si accenda la televisione per ascoltare le parole di sua maestà Margrethe II. Per chi si fosse perso la diretta, può cercare il video in youtube o sul sito di DR. La traduzione è liberamente redatta da me. Non si tratta di un lavoro richiesto o svolto in collaborazione con la casa reale. [Jeg deklarerer hermed, at oversættelsen dansk-italiensk af Dronningens nytårstale er en uautoriseret oversættelse – altså: at Kongehuset ikke har oversat den, men mig.]

Buona lettura!

È di nuovo la vigilia di capodanno. Quando l'orologio a mezzanotte batte le ore dodici, l'anno vecchio se ne andrà. Proprio in quel momento brinderemo e ci faremo gli auguri di felice anno nuovo. La mattina di capodanno siamo pronti a vivere nuovi giorni. Sono davanti a noi, ci aspettano, ma dietro di noi c'è il tempo che è passato. E ancora, tutto quello che viviamo lascia la sua impronta e ci dona esperienze, belle e meno belle, che ci dobbiamo portare avanti per la vita. In questi anni c'è progresso in Danimarca. Le aziende lo possono notare, i danesi lo notano e stanno avanzando. In ambito economico il paese sta facendo una bella corsa, ma dobbiamo anche prenderci il tempo per valutare che cosa questo successo fa per noi e a noi. Il progresso si traduce anche con miglioramento? La nostra terra sta diventando più ricca, ma anche la nostra vita? Molti si rendono conto che il ritmo quotidiano aumenta, anche più di quello a cui tutti riescono a far fronte. C'è così tanto da raggiungere, sia a lavoro che nel tempo libero. Forse creiamo noi stessi alcuni requisiti. Vorremmo avere tutto, preferibilmente in una volta. Nella frenesia potremmo diventare troppo desiderosi di guidarci sempre più in là. È come se sempre più persone dicessero "guarda me" e sempre meno avessero un occhio per gli altri. Mi fa paura il pensiero che la riflessione e la considerazione possano essere respinte e dimenticate.

La nuova tecnologia ha creato possibilità totalmente nuove per il contatto con gli altri. Si può usare FaceTime con i propri figli e nipoti, anche se si trovano dall'altra parte della terra. Questo fa sicuramente felici tutte le parti. Ma la nuova tecnologia può anche essere la causa di un contatto più impersonale. Si è online tutto il tempo e ci si dimentica che, in effetti, c'è una persona dall'altra parte. È così facile scrivere un commento o condividere una foto sui social media, che possono essere offensivi oppure lasciare una profonda impronta. Queste cose vanno a finire nel cyberspazio e si diffondono come sciami di mosche. Penso che ci sia una tendenza nel nostro stare insieme a diventare più superficiali, meno attenti. Non ci prendiamo del tempo per capirci e ci dimentichiamo di rispettarci e prenderci cura a vicenda. Riguarda anche i nostri figli. C'è sicuramente qualche bambino che sta ascoltanto il discorso questa sera(?). A voi vorrei dire un paio di parole: la cosa più importante non è come sei da fuori e quello che hai raggiunto, ma chi sei dentro e come ti comporti con gli altri: i tuoi amici e i tuoi compagni. Se uno è sempre impegnato a raggiungere il meglio per sé, non vede di certo come stanno gli altri. Bisogna prendersi il tempo per notare se un amico è triste. Dev'esserci il tempo per capire se qualcuno ha detto qualcosa che ferisce un altro oppure se qualcuno ha preso in giro un po' troppo. Allora poi si devono mettere le cose a posto. Non riguarda solamente i bambini, anche noi adulti dobbiamo farci caso. La fiducia aumenta quando ci incontriamo a tu per tu e ci parliamo. Possiamo anche non essere d'accordo. Ne abbiamo il diritto. È parte del riflettere sulle cose e del crearsi un'opinione, ma dobbiamo sempre ascoltarci e provare a capirci. Questo vale ovunque nella nostra società. L'alimento per la nostra forza comune è il rispetto reciproco così come la fiducia reciproca perché tutti siamo responsabili per la comunità. Queste sono le radici della nostra società. Se le radici sono malate, l'albero non può stare in piedi e ci vorranno tanti anni prima che un nuovo albero possa crescere alto e forte. Quindi si deve prendere sul serio quando qualcuno che è parte importante della nostra società prende troppo alla leggera la propria responsabilità e non adempie ai propri doveri. Si tratta di qualcosa che riconosciamo e abbiamo vissuto di recente? Coloro che ricoprono posizioni fidate si fanno carico di responsabilità e doveri speciali nel fare del loro meglio. Mi rende molto triste l'eventualità di un declino morale. Che ne sarà allora della decenza comune? Bisogna conoscere la differenza tra mio e tuo, tra giusto e sbagliato. Non dovrebbe essere così difficile.

Sta diventando sempre più comune quel nostro modo di vivere che colpisce l'ambiente e il clima. Le aziende hanno strategie verdi. Il vento, il sole e la biomassa ci forniscono energia più pulita. A casa nelle cucine facciamo la raccolta differenziata. Molti comprano prodotti biologici. Sono i giovani che danno l'esempio. Capiscono che i problemi futuri saranno i loro. Loro non vogliono, come noi, anziani, rimanere appesi a vecchie abitudini. Quindi dobbiamo stare ad ascoltare attentamente i giovani quando discutiamo su come possiamo evitare di sfidare l'equilibrio della natura. Dobbiamo prendere in considerazione il futuro. Dobbiamo farlo in tempo. In Groenlandia il ghiaccio si scioglie. Lì i cambiamenti sono evidenti. Lassù al nord si vive vicino alla natura. Per tutto l'anno tutti dipendono dal tempo e dal vento, dal ghiaccio e dalla neve. In questi anni la natura è generosa. La pesca va bene. Questo genera progresso. Spero che la Groenlandia continui a svilupparsi al meglio e che si integri di più e sia più strettamente collegata alla Danimarca e al resto del mondo. Mando i miei più vividi auguri di buon anno a tutti in Groenlandia.

Quest'estate il principe e la principessa ereditari hanno fatto visita alle isole Fær Øer con i loro quattro bambini. Hanno trovato una società moderna che cresce e si sviluppa, ma anche gente cosciente del loro essere quel che sono. I faroesi sono caratterizzati da un'immediatezza, ospitalità e calore, che ricordo bene dalle volte in cui visitai il paese insieme al principe Henrik. Questa sera voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso la visita alle isole Fær Øer un'esperienza unica per il principe e la principessa ereditari e i loro quattro figli. Auguro a tutti nelle isole Fær Øer un buon anno nuovo.

Mando un saluto speciale di buon anno anche alla minoranza danese nel sud Slesvig. Lì la cultura e la lingua danesi convivono pacificamente con la maggioranza tedesca. In un mondo, dove così tante zone di confine sono caratterizzate da conflitti di interesse e punti di vista spigolosi, questa regione è proprio un bell'esempio, di cui sia le istituzioni danesi che tedesche possono essere orgogliose.

Questa sera i miei pensieri vanno anche ai militari danesi, alla polizia e al personale specializzato, che lavorano lontano da casa. Non sono tantissimi quest'anno, ma ciascuno conta per sé nel paese in cui si trova, in Iraq, Afghanistan, Kosovo, nei paesi baltici. Mancano. A loro pensiamo ed auguriamo un buon anno nuovo. Auguro un buon anno nuovo anche a tutti i danesi che si trovano fuori dal paese. A prescindere da che si trovino all'estero per breve tempo o, magari, per sempre, contribuiscono a rappresentare la Danimarca. Lontano da tutti coloro che questa sera sono liberi, il pronto soccorso, la polizia, i militari e i vigili del fuoco sono in servizio. Si assicurano che noialtri possiamo festeggiare l'anno nuovo protetti e sicuri. Nemmeno chi lavora negli autobus e nei taxi, nel treno, in volo e a bordo di una nave può stare a casa la vigilia di capodanno. Così come molti altri sono in servizio in ospedali, case di riposo e altre istituzioni, dove si assicurano che questa sera sia celebrata in modo sicuro e festoso. Quest'anno anche una buona parte di volontari ha deciso di festeggiare la vigilia di capodanno in ostelli e altri rifugi per rendere la serata festosa a coloro che sono più soli e stanno trascorrendo un periodo difficile. Auguro un buon anno nuovo a tutti coloro che lavorano per tutti noi questa sera.

Non posso guardare indietro all'anno passato senza nominare la morte del principe Henrik. Abbiamo vissuto insieme cinquanta anni, abbiamo avuto due figli, otto nipoti sono arrivati. Tutto questo e molto più ci è stato donato. La calda empatia che ci è stata mostrata e la comprensione del contributo del principe Henrik che è stata espressa in modo così bello da tutti in Danimarca dopo la sua scomparsa hanno riscaldato i cuori di tutti noi, inclusa la sua famiglia in Francia. Ancora una volta voglio esprimere la mia profonda gratitudine.

Quest'anno il principe ereditario Frederik ha festeggiato i suoi cinquanta anni. Ha deciso di farlo alla sua maniera. Un enorme grazie alle migliaia di persone, piccole e grandi, che hanno partecipato alla maratona reale (royal run 2018), sia correndo che esultando i corridori, come io stessa ho fatto. È stata una bella giornata, che lo ha reso felice e grato e che ha reso me molto orgogliosa. Il principe e la principessa ereditari, il principe Joachim e la principessa Marie e i miei otto cari nipoti abbiamo tanto di cui dire grazie. Sentiamo il caldo sostegno che incontriamo ovunque, in occasioni speciali così come nella vita di tutti i giorni. La vita ci porta sia dolori che gioie. Diamo il benvenuto al nuovo anno con riflessione e considerazione. Portiamo con noi nel nuovo anno sia le esperienze belle che quelle meno belle e iniziamo l'anno con speranza e confidenza. Auguro a tutti un buon anno. Che Dio benedica la Danimarca.