Il blog di A Spasso con Elena

Intervista a Irene: Svolgere un tirocinio ERASMUS a Copenaghen.

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A Spasso con Elena ha avuto il piacere di ospitare Irene durante il suo tirocinio ERASMUS in Danimarca. Un mese di tirocinio a Copenaghen passa in un lampo. A continuazione potete leggere una breve intervista su come Irene abbia intrapreso questa esperienza e quali sono le sue considerazioni.

Cosa ti ha spinto a scegliere questa esperienza e come sei finita a collaborare con una freelancer come Elena?

Sinceramente credevo fosse un'ottima opportunità passare un mese all'estero, e ho scelto Copenaghen perché non ci ero mai stata prima. La Danitacom (la Camera di Commercio Danese in Italia) mi ha poi assegnata a Elena per il mio tirocinio. Aneddoti divertenti per ora nessuno, un inizio molto tranquillo!

Lavorare per una freelancer significa spesso reinventarsi gli spazi. Prima di partire, qual era la tua più grande preoccupazione rispetto a questa gestione così indipendente?

Sono una persona estremamente abitudinaria e amo avere le mie routine. La mia paura più grande, sapendo che avrei avuto un lavoro così aperto e flessibile, era proprio quella di non riuscire a crearmi una mia stabilità quotidiana. Per questo, fin dall'inizio, l'idea di trovare una biblioteca come punto di riferimento è stata la mia priorità.

Il tuo ufficio è stato itinerante tra il Black Diamond e il campus di Islands Brygge. Com'è stato l'impatto con questi spazi? In Italia siamo abituati a biblioteche così?

L'impatto è stato forte perché non ero minimamente abituata a vedere biblioteche così moderne. In Italia abbiamo strutture bellissime e piene di storia, ma che spesso mantengono lo stesso identico stile di quando sono state costruite. Trovarmi in spazi così contemporanei e pensati per il lavoro digitale è stato stimolante.

C'è qualcosa nello stile di vita o nel modo di concepire lo studio in Danimarca che ti ha colpito o differenze particolari con l'Italia?

In realtà, frequentando molto le biblioteche nel pieno della sessione d'esami, ho visto esattamente quello che succede in Italia: studenti esauritissimi ovunque! Quindi onestamente no, nessuna differenza culturale shock su questo: alla fine, tutto il mondo è paese e noi studenti siamo tutti esauriti allo stesso modo.

Raccontaci la tua giornata tipo a Copenaghen. Ti sei mossa in bici come i locali o hai preferito i mezzi?

La mia sveglia suonava alle 8:00, alle 9:30 ero già in biblioteca e ci rimanevo fino alle 14:30 o le 15:00. Poi staccavo, tornavo in hotel e insieme alle altre ragazze che erano in mobilità con me partivamo alla scoperta della città. Ci siamo sempre mosse a piedi o in metro. Le bici a Copenaghen sfrecciano a una velocità folle; per me la bicicletta è sinonimo di relax, non una corsa ad ostacoli per andare al lavoro!

Lavorando spesso da sola, sei riuscita comunque a vivere un po' di socialità?

Assolutamente sì! Nonostante i momenti di studio e lavoro individuale, ho stretto moltissime amicizie, sia con ragazzi danesi che internazionali, specialmente durante i giri e le attività del pomeriggio.

Quali sono i limiti di un tirocinio di un solo mese svolto in questa modalità?

Il limite principale è il tempo. In sole quattro settimane è difficile avviare e portare a termine progetti lavorativi più lunghi, complessi o strutturati. Di conseguenza, ho dovuto concentrarmi su task e attività abbastanza semplici.

Col senno di poi, consiglieresti un mese "nomade" a Copenaghen o un periodo più lungo?

Consiglio decisamente un periodo più lungo! Un mese vola e, se tornassi indietro, preferirei avere più tempo a disposizione non solo per vivere Copenaghen, ma anche per viaggiare ed esplorare le altre città del territorio danese.

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